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May 22
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Nuova York (the end)

Quella che segue e’ una nota conclusiva su New York, ora che il viaggio negli Stati Uniti e’ davvero al suo termine, volato via come un sogno.
Ho tremato di commozione a Ground Zero, e a Ellis Island, e ho tremato di meraviglia in cima all’Empire State Building, e di speranza di fronte al palazzo dell’ONU; ho ammirato l’arte moderna al MoMA, e mi sono cullato in Central Park; ed ora e’ il momento di far roteare ancora una volta le porte girevoli.

Non appena i luoghi e le immagini idealizzati si fanno reali, non appena si smitizzano, davanti ai tuoi occhi e sotto ai tuoi piedi, ti accorgi di provare affetto per la citta’; ti accorgi che quello che sussisteva nelle idee era molto piu’ grande della realta’, piu’ grande della vita, ma la sensazione che deriva da questa esperienza non fa altro che renderti la citta’ ancora piu’ familiare e vicina, poiche’ la delusione stranamente non rompe l’illusione; questa citta’ e’ tua, e’ di tutti; questi edifici di Brooklyn, queste antiche stazioni della metropolitana, questi grattacieli di Manhattan, questa miriade di taxi gialli, questi tombini, queste scale antincendio, questa gente cosi’ mescolata, la quinta strada, la strada del muro, la nera Harlem, le acque dell’oceano; si’, ci hai sempre vissuto a New York, e ci vivrai sempre.

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